RESOCONTO RIUNIONE DEL 19 GENNAIO 2026

Lunedì 19 gennaio 2026 si è tenuta la riunione on-line per affrontare il seguente argomento: situazione internazionale attuale sul fronte iraniano.

La lettura degli eventi oggi con quanto propinato dalla propaganda, con l’ausilio di piccole conferme, è come leggere una diapositiva, guidati dal materialismo marxista e dall’esperienza della Sinistra Comunista.  

Dal 1870 in poi la guerra imperialista è prima di tutto guerra contro il proletariato, che purtroppo nei momenti cruciali 1914-1939 invece di schierarsi su fronti comuni di classe, si è piegato e si piega ancora oggi agli interessi nazional-borghesi.  Gli Stati si armano principalmente per la guerra di classe, questa è la lezione della Sinistra. Gli Stati sono l’espressione del dominio di una classe contro le altre, possiamo anche aggiungere l’indicazione di Engels che il capitale tende sempre di più verso il capitalismo di stato (da qui forse una lettura degli interessi borghesi interni al regime).

Il proletariato in Russia arrivò al 1905 con scioperi e repressioni, al 1917 allenato, con organismi economici e politici definiti.  In Iran una repressione così violenta senza che il proletariato costituisca un briciolo di organizzazione economica classista e quindi politica porterebbe a pensare che più classi agiscano in contemporanea.  Nel 77-78 il regime crollò quando il settore petrolifero entrò in sciopero.   Se oggi la classe non sciopera ma in maniera disperata scende per le strade a farsi prendere a fucilate qualcosa non torna. O meglio, bisogna fare chiarezza, dov’è la classe? 

L’imperialismo americano negli anni è stata la stampella del regime iraniano, ora giocano a fare i nemici, ma alla fine nel loro gioco tengono sotto scacco in Iran come negli USA il proprio proletariato.  Gli atti di confronto militare a giugno sono certamente serviti più al controllo sociale in tutta l’area del Vicino Oriente che ad un effettivo riequilibrio di potenze militari.  Altro aspetto interessante è l’incapacità della borghesia come classe ad esprimere un suo esercito se non di mercenari, milizie armate.    Succede nel conflitto in Ucraina come in Iran, una dimostrazione di forza tecnologia, ma di debolezza intrinseca della borghesia. Nel 1914 nelle trincee c’era il fior fiore della borghesia a portare all’assalto i poveri coscritti. 

Guerre che terminano senza un controllo sociale del territorio sono impossibili per la borghesia, la seconda guerra mondiale ne è un esempio.  

Oggi buttare all’aria un regime senza un ricambio è cosa difficile, solo l’esercito potrebbe prendere il posto dei Pasdaran, ma questo esercito è solido?   

Tutti a parlare di geopolitica, tranne i comunisti.

Oggi studio e propaganda. 

Per la questione della propaganda, per avvicinare giovani compagni, la cosa migliore è la chiarezza e evitare qualsiasi cedimento al moralismo e all’interclassismo.  A chiare lettere niente geopolitica e su ogni aspetto esprimere il punto di vista del proletariato.

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