Borghesia e complotti

Borghesia e complotti

“Ovunque non si tratta di immaginare rapporti nella propria mente ma di scoprirli nei fatti”
(F. Engels)

Nella scienza, quando si affronta un fenomeno, la prima cosa che occorre chiedersi e se esso sia reale e non frutto di illusione. Prima si constata l’esistenza di un fenomeno; poi, in caso affermativo, lo si indaga nelle sue forme essenziali; infine, si individuano gli aspetti caratteristici e ricorrenti che lo definiscono.

La classe dominante (qualunque classe dominante, anche quelle pre-borghesi) ha sempre usato la pratica dei complotti per mantenere il potere o per prevalere su un’altra frazione della stessa classe. Nel caso della borghesia questa pratica si è intensificata grandemente. Nella fase del capitalismo senescente, nella quale noi ci troviamo, questa pratica è ulteriormente aumentata, si è fatta più raffinata e tecnologicamente attrezzata.
Il capitale impersonale (come un gigantesco elaboratore che funziona indipendentemente dagli umani) non ha più bisogno della classe dei capitalisti che ha ridotto al ruolo di meri esecutori degli imperativi economici, tanto più demenziali quanto più predomina il capitale finanziario. Al contempo questa classe, ormai completamente parassitaria e storicamente inutile, non si può auto-sopprimere. Si tratta di evitare che trascini l’intera specie umana nel baratro.
Il proletariato “nell’abiezione è la rivolta contro questa abiezione” e, affermandosi con la sua rivoluzione, si negherà, negando le classi e affermando la società di specie, il comunismo. La borghesia nella sua alienazione, invece, si realizza. La borghesia di oggi, miserabile e priva di una coscienza di classe ampia e di respiro storico, non riesce nemmeno a fare bene i suoi interessi collettivi e naviga a vista, dovendo difendersi dall’implosione oggettiva del modo di produzione capitalista; dai singoli capitalisti, indifferenti all’interesse della loro classe di appartenenza e che agiscono con atteggiamento ultraindividualista e predatorio; dal proletariato che, prima o poi, spinto dagli scossoni deterministici, ritroverà la sua strada, divenendo classe per sé e riscoprendo la sua teoria nascosta . Proprio perché la sua situazione è questa e la Storia l’ha ormai messa con le spalle al muro, essa manterrà il suo potere ad ogni costo, difendendosi con tutte le sue forze come una bestia morente.
Da una parte essa mette in pericolo l’esistenza stessa della specie umana, portando il pianeta al punto di non ritorno (ovviamente in questo sistema); dall’altra non rinuncerà a nessun mezzo –anche il più estremo- per conservare il suo potere sulla società. Essa impara dalla storia e dai suoi errori del passato, rendendo i suoi interventi sempre più raffinati. Per cercare di controllare il corso storico, mette in atto dei correttivi socio-economici per procrastinare il tracollo, attua soluzioni politiche precise e ordisce complotti.
Si possono fare vari esempi di complotti attivi o passivi ( nel senso di lasciar accadere degli avvenimenti reputati utili alla conservazione sociale) ad opera della borghesia.
Elenchiamoli, in modo non esaustivo, a caso:

Una nave, il Maine venne affondata dagli Americani (morirono 260 marinai), causando un’esplosione a bordo. Di ciò vennero incolpati gli Spagnoli, avendo il pretesto per dare il via alla guerra ispano-americana del 1898.

Il falso “Protocollo dei Savi di Sion” ad opera della polizia segreta zarista. La natura di falso fu appurata già fin dai primissimi tempi successivi alla pubblicazione di detti Protocolli nel 1903 ; in particolare, una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921 dimostrò che gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica, che non avevano niente a che fare con gli ebrei. Nonostante la comprovata falsità di tali documenti, essi riscossero ampio credito in ambienti antisemiti e, tuttora, sono la base, specie in Medio Oriente, per avvalorare la teoria della cosiddetta cospirazione ebraica.

L’incendio del Reichstag fu utilizzato dal regime nazista, come pretesto per attaccare il movimento comunista in Germania, accusandolo di cospirazione ai danni del governo

L’attacco nipponico alla base USA di Pearl Harbour si sarebbe potuto evitare, poiché risulta che le forze armate inglesi avessero intercettato messaggi criptati, riferendo al presidente Roosvelt di un possibile attacco nell’Oceano Pacifico; inoltre, un radarista vide sullo schermo del radar gli aerei nipponici in arrivo ma la sua segnalazione non venne, stranamente, presa in considerazione. Nonostante tutto ciò nulla fu fatto per evitare l’attacco o per contrastarlo adeguatamente. Questo sarebbe servito come pretesto per l’entrata in guerra degli Stati Uniti, vincendo l’opposizione interna isolazionista e scatenando l’odio contro i “musi gialli”.

Analogamente i sovietici erano al corrente dell’ Operazione Barbarossa, ma non fecero nulla per prevenire l’invasione dell’ URSS da parte delle armate tedesche per poter poi sfruttare politicamente l’accaduto e per raccogliere intorno alla “patria socialista” il proletariato mobilitato contro gli invasori nazisti.

Gli alleati democratici che combattevano contro la “barbarie nazista” erano perfettamente al corrente di quanto avveniva nei campi ma si guardarono bene dal bombardare le linee ferroviarie che venivano utilizzate per trasportare gli internati; si guardarono bene dall’ accogliere in massa sul loro suolo i profughi che erano riusciti a fuggire; si guardarono bene dal salvare da morte certa migliaia di deportati che gli stessi nazisti volevano vendere –perché di merce in soprannumero si trattava- ai nostri umanitari democratici. Si trattava di esseri umani improduttivi che andavano eliminati. I democratici fecero fare il lavoro sporco ai nazisti; i nazisti utilizzarono questi esseri umani eccedenti -che non servivano ai democratici- come forza-lavoro schiavizzata da sfruttare fino alla morte. Del resto, i nazisti non facevano altro che replicare quanto i democratici avevano ampiamente fatto nelle loro colonie nei confronti dei popoli di colore. Aimè Cesaire, giustamente, scriveva nel 1950 sulla rivista Presence Africaine: “Quel che egli (il borghese democratico n.d.r.) non perdona a Hitler, non è il crimine in sé, il crimine contro l’uomo, l’umiliazione dell’uomo in sé, è il crimine contro l’uomo bianco, è la sua umiliazione, è di aver applicato all’Europa procedimenti colonialisti fin qui utilizzati solo verso gli arabi d’Algeria i coolies dell’India e i negri d’Africa (e i pellerossa in America aggiungiamo noi). Naturalmente la visione di Cesaire non è di classe ma sempre democratica; tuttavia, come esponente di un popolo colonizzato, sapeva bene di cosa parlava.

Il “Programma Northwoods”, fu elaborato dai servizi segreti statunitensi per invadere Cuba; fu firmata l’approvazione, ma fu rifiutato da Kennedy ritenendolo troppo pericoloso se fosse stato scoperto e perché era prioritario l’intervento in Vietnam. E’ istruttivo riportare alcuni stralci delle direttrici del programma perché sono valide per analoghe operazioni e rendono bene l’idea su come si muova la borghesia, ogni borghesia, per ottenere i suoi scopi:
“ Dal momento che parrebbe consigliabile l’utilizzo di una provocazione come base per un intervento militare statunitense a Cuba, potrebbe essere portato ad esecuzione un piano segreto di simulazione, che includa necessarie azioni preliminari (…) Dovrebbero essere incrementati inganni e iniziative di disturbo per convincere Cuba di una invasione imminente. La nostra posizione militare durante l’esecuzione del piano permetterà un cambio rapido dallo stato di esercitazione a quello di intervento se la risposta cubana lo giustificherà.
1. Sarà pianificata una serie di incidenti ben coordinati a Guantanamo, apparentemente condotti da forze cubane nemiche.
a. Ipotesi di incidente per rendere credibile un attacco (non in ordine cronologico):
1. Diffondere molte voci usando una radio clandestina.
2. Sbarcare forze cubane amiche in uniforme mimetica per inscenare un attacco alla base.
3. Simulare la cattura di sabotatori cubani nella base.
4. Creare disordini ai cancelli della base utilizzando forze alleate cubane.
5. Far esplodere munizioni e accendere fuochi nella base.
6. Incendiare un aereo sulle piste (sabotaggio).
7. Colpire la base dall’esterno con colpi di mortaio con alcuni danni alle installazioni.
8. Catturare squadre d’assalto in avvicinamento dal mare a Guantanamo City o nelle vicinanze.
9. Catturare gruppi di miliziani che assaltano la base.
10. Sabotare una nave nel porto con fiamme e incendi.
11. Affondare una nave accanto alla bocca del porto. Simulare funerali di finte vittime (possibilmente una decina). (…)
2. Un incidente sullo stile del “Maine” (citato all’inizio di questo elenco n.d.r.) potrebbe essere organizzato in vari modi:
a. Si potrebbe far esplodere una nave americana a Guantanamo e incolpare Cuba.
b. Si potrebbe abbattere un velivolo telecomandato (senza equipaggio) sulle acque territoriali cubane. (…). Liste di vittime sui giornali porterebbero una utile ondata di indignazione nazionale.
3. Potrebbe essere avviata una campagna terroristica di matrice comunista cubana nella zona di Miami, in altre città della Florida o addirittura a Washington. La campagna potrebbe mirare a rifugiati negli Stati Uniti. Potremmo affondare una barca di cubani in rotta verso la Florida, nella realtà o con una simulazione. Potremmo promuovere attentati alle vite di rifugiati cubani negli Stati Uniti fino al punto di pubblicizzare ampiamente dei ferimenti. L’esplosione di alcune bombe al plastico in manifestazioni sportive selezionate, L’arresto di agenti cubani e la diffusione di documenti predisposti per sostenere il coinvolgimento cubano, sarebbero utili nel promuovere l’immagine di un governo irresponsabile.
4. Potrebbe essere simulata ostilità di matrice cubana e castrista nei confronti di una vicina nazione caraibica, (…) Ad esempio possiamo sfruttare la reattività delle Forze Aeree Dominicane nei confronti di intrusioni sullo spazio aereo nazionale. B-26 o C-46 “cubani” potrebbero effettuare raid incendiari notturni (…).
5. L’uso di caccia di produzione sovietica pilotati da aviatori americani potrebbe fornire ulteriori provocazioni. (…). Tentativi di dirottamento nei confronti di aerei e imbarcazioni dovrebbero apparentemente proseguire come misure di disturbo organizzate dal governo cubano. (…).
6. È possibile provocare un incidente che dimostri in modo convincente che un aereo cubano abbia attaccato e abbattuto un velivolo charter civile in volo dagli Stati Uniti verso Giamaica, il Guatemala, Panama o il Venezuela. La destinazione potrebbe essere scelta in modo che il piano di volo incroci Cuba. I passeggeri dovrebbero essere un gruppo di studenti universitari in vacanza o qualsiasi gruppo di persone con interessi comuni tali da giustificare un volo charter e non di linea.
7. È possibile inscenare un incidente che faccia pensare che MIG cubani abbiano abbattuto un aereo dell’USAF su acque internazionali durante un attacco non provocato.”

Il giornalista James Bamford scrive nel suo libro “Body of Secrets” (come, del resto, si evince chiaramente da quanto riportato sopra):
« L’Operazione Northwoods, che aveva l’approvazione per iscritto del Capo e di tutti i membri degli Stati Maggiori Riuniti, richiedeva che si sparasse a persone innocenti nelle strade d’America; che si affondassero in alto mare barche cariche di rifugiati in fuga da Cuba; che si scatenasse un’ondata di terrorismo violento a Washington D.C., Miami e altrove. Degli innocenti sarebbero stati incastrati per attentati dinamitardi che non avevano commesso; degli aerei sarebbero stati dirottati. »
Usando prove false, di tutto ciò sarebbe stato accusato il governo Cubano, dando in tal modo a Lemnitzer (il Capo degli Stati Maggiori Riuniti USA) e ai suoi associati il pretesto del quale avevano bisogno per scatenare la guerra con il supporto dell’opinione pubblica interna ed internazionale.
Kennedy rigettò il Piano e dispose affinché il Generale Lemnitzer fosse allontanato e non si occupasse più della questione cubana.
Le continue spinte dirette contro il governo cubano da parte di elementi interni alle Forze Armate ed ai Servizi Segreti USA (per esempio la fallita invasione della Baia dei Porci, ), sollecitarono il presidente Kennedy a cercare di porre un freno agli elementi governativi che, con il loro forte sentimento (maldiretto) anticomunista, si mostravano inclini ad effettuare azioni aggressive ed unilaterali ovunque nel mondo. Dopo l’episodio della Baia dei Porci, Kennedy licenziò il direttore della CIA Allen W. Dulles, ed i suoi vicedirettori Charles P. Cabell, Richard Bissell, rivolgendo quindi le proprie attenzioni al Vietnam.
Kennedy prese inoltre misure per disciplinare le operazioni paramilitari e di Guerra Fredda condotte dalla CIA stendendo una Direttiva Presidenziale (NSAM, National Security Action Memorandum, Memorandum sulle attività della Sicurezza Nazionale) che spostava le competenze per le operazioni relative alla Guerra Fredda agli Stati Maggiori Riuniti e al Pentagono, oltre a imporre un notevole cambiamento di ruoli alla CIA, destinandola ad occuparsi esclusivamente della raccolta di informazioni. Poco dopo Kennedy venne assassinato.
Va detto che i militari (come i cretini di sinistra) sono sempre quelli che capiscono di meno ciò che avviene. Mentre le teste pensanti della borghesia sapevano benissimo che non esisteva nessun pericolo comunista, gli ottusi militari credevano veramente ai loro deliri paranoici e potevano costituire un pericolo. Certamente Cuba era una spina nel fianco degli Stati Uniti (una testa di ponte dell’URSS) che se ne sarebbero liberati volentieri ma in questo caso i rischi erano troppo elevati. Il complotto –troppo articolato e complicato- poteva essere scoperto con conseguenze politiche devastanti. L’azione di Kennedy e dei suoi collaboratori fu quella di ricondurre i militari al loro ruolo di meri esecutori.
I complotti vanno bene ma debbono essere decisi altrove non dagli ottusi militari. Vi si deve ricorrere quando è veramente necessario e quando vi sono buone possibilità di farla franca.

L’ “incidente del Golfo del Tonchino” fu organizzato, simulando un attacco a navi americane, per avviare l’intensificazione delle ostilità nel Vietnam.

Il governo Bush avrebbe saputo in anticipo dell’ attentato al World Trade Center; inoltre, quando gli aerei erano palesemente fuori rotta, non si fece nulla per abbatterli prima della collisione. Per quanto riguarda l’attacco al Pentagono, ci sono forti riscontri oggettivi che si sia trattato di un autoattentato, utilizzando una bomba. Così facendo il governo USA aveva un “valido motivo” per iniziare l’invasione dell’Afganistan prima e dell’ Iraq successivamente (con la scusa delle armi di distruzione di massa inesistenti ma mostrate in TV).

In Irlanda il terrorismo nazionalista dell’IRA ed i complotti del servizio segreto britannico hanno congelato la lotta di classe per decenni, consegnando i proletari delle due fazioni al nazionalismo piccolo-borghese con reciproca soddisfazione delle due borghesie. L’IRA gestiva i territori controllati con metodologie degne della mafia e gli Inglesi tolleravano. Naturalmente se non si usciva dal seminato.

Negli Stati Uniti il 19 aprile del 1995, il palazzo federale “Alfred P. Murrah” ad Oklahoma City venne fatto saltare in aria. Le vittime furono 168. Furono sospettate dell’attentato e arrestate tre persone: Timothy McVeigh, Terry Nichols e James Nichols. L’FBI ha iniziato col dichiarare che il meccanismo esplosivo era “un’auto-bomba imbottita di 1.000 libbre di esplosivo”. Poi era “un’auto con 1.400 libbre”. Poi ancora “un camion con 4.000 libbre”. Infine”un furgone per traslochi con 5.000 libbre di esplosivo”. Ted Gunderson, ex dirigente dell’FBI, al contrario di quanto vuol far credere il Dipartimento di Giustizia Americano e cioè che si è trattato di “una singola semplice bomba fertilizzante”, ha affermato che “la bomba era un congegno elettroidrodinamico a combustibile gassoso (bomba barometrica), che non è possibile sia stata costruita da McVeigh…”

In Palestina è noto come una frazione della borghesia israeliana abbia fatto in modo di rafforzare la frazione borghese di Hamas, a scapito della frazione della borghesia palestinese che si riconosceva nell’OLP, perché più funzionale politicamente. E’ parimenti noto come si serva degli attentati palestinesi per stringere attorno a se la piccola-borghesia terrorizzata ed il suo proletariato che –se si unisse con quello palestinese – sancirebbe la fine di entrambe le borghesie. Parimenti le azioni militari israeliane che provocano (non incidentalmente, come in qualunque guerra) molti morti civili stringono attorno all’autorità palestinese il suo proletariato, rafforzando la borghesia palestinese, una delle più infingarde, reazionarie e corrotte al mondo. I soliti idioti democratici elevano critiche alla politica ottusa dei due contendenti, non capendo che quello che fanno è fatto con cognizione di causa per mantenersi al potere, ingabbiando il proletariato –israeliano e palestinese- attraverso il veleno nazionalista e religioso, con reciproca soddisfazione delle due borghesie. Questo spiega gli inutili lanci di razzi palestinesi sulle città israeliane che fanno pochi danni e la spropositata -parimenti inutile militarmente e dannosa politicamente- risposta di Israele che provoca molti morti, aumentando l’appoggio alla borghesia palestinese. Naturalmente ognuna delle due borghesie cerca di avvantaggiarsi a scapito dell’altra ma entrambe, quando è necessario, sono unite e solidali contro il proletariato che è l’unica cosa che temono veramente.

Per l’Italia (che è sempre il laboratorio politico della borghesia ), basti ricordare la cosiddetta “strategia della tensione” che utilizzava bombe da far esplodere in mezzo alla gente (banche, pubbliche piazze, treni) per generare terrore e rafforzare il potere, cercando inoltre di far ricadere la responsabilità a sinistra. Tutto ciò, servendosi di manovalanza fascista (che almeno sa chi sono i suoi padroni anche se si illude di perseguire i suoi scopi deliranti nonostante quelli). Analogamente, ricordiamo anche le trame della loggia massonica P2 in collaborazione con i servizi segreti (che non erano affatto deviati ma che si muovevano sulla retta via del mantenimento dello statu quo).

Sempre in l’Italia si è cercato di pilotare fenomeni sociali esistenti come, ad esempio, il cosiddetto “terrorismo”. La borghesia trova sempre degli utili idioti da utilizzare per i suoi scopi. Basti pensare al fenomeno Brigate Rosse, le quali certamente non furono create a tavolino ma che, altrettanto certamente, furono infiltrate e utilizzate dai servizi segreti italiani e dalla CIA per colpire la parte europeista e antiamericana della borghesia italiana con l’assassinio di Moro; non occorreva essere dei geni per capire che lasciare vivo Moro avrebbe creato dei problemi al governo. E’ chiaro che l’operazione fu pilotata. Ciò vale per ogni forma di “terrorismo” (di destra, di “sinistra”, di matrice islamica o religiosa in genere). In particolare il cosiddetto terrorismo rosso recupera eventuali proletari che cercano di uscire dalla legalità borghese, spingendoli in una strada senza uscita.

L’operazione “Mani pulite” fu avallata dalla CIA e da settori della borghesia italiana per liberarsi di un governo che perseguiva una politica troppo indipendente. Analogamente a quanto avvenne con l’eliminazione di Mattei e di Moro. E’ chiaro che, se così non fosse stato, l’operazione sarebbe presto abortita e i moralizzatori avrebbero fatto una brutta fine.

Anche ciò che è avvenuto ultimamente in Italia -con l’ ampio risalto dato ai vari scandali ed alle macroscopiche ruberie del denaro pubblico (che caratterizza il normale funzionamento del capitalismo senescente ovunque)- è servito per avere un governo, cosiddetto tecnico, che procedesse ad una serie di tagli di spese improduttive senza doversi preoccupare di pagare un prezzo elettorale, visto che nessuno lo ha eletto. I nostri democratici ed i nostri cretini di sinistra naturalmente hanno avallato tutto ciò invece di indignarsi per la lesa democrazia come amano fare.

Si potrebbe proseguire all’infinito con questo elenco. Limitiamoci a questa nota – illuminante sui futuri sviluppi del fenomeno- che i compagni de “Il partito comunista” riportano: “Riferisce il “Quadriennal Defense Review” appena pubblicato, la più autorevole fonte pubblica del settore, del cambio di impostazione strategica delle forze armate americane, avendo il ministero della difesa completamente abbandonato la precedente, basata sulla necessità di prepararsi a combattere contemporaneamente due conflitti convenzionali su due differenti teatri di guerra. La nuova strategia è alquanto vagamente descritta: fronteggiare più e molteplici attacchi e pericoli per la sicurezza degli Usa, comprendendo il terrorismo su larga scala, con armi chimiche, biologiche e nucleari, gli attacchi informatici, la ricaduta sul piano politico e militare dei “cambiamenti climatici” in atto e futuri (sic). Per questa pochezza, però, è stato stanziato un investimento record di 700 miliardi di dollari. Nella Q.D.R. la Cina viene implicitamente assunta come la principale origine dei più insidiosi e pericolosi “attacchi informatici” verso gli Usa i quali, in aggiunta alle irrisolte e molto meno virtuali questioni di Tibet, Taiwan, Pakistan e Corea del Nord, hanno indotto gli strateghi americani a delineare un conflitto bellico convenzionale su larga scala tra Washington e Pechino. Questi piani possono essere ben altro che fantasie o esercitazioni accademiche dello Stato Maggiore”.
La borghesia dunque, ha sempre ordito complotti, è nella sua natura e, per difendersi, non si ferma davanti a nulla; basti pensare che nel XX secolo i morti fatti direttamente da essa (guerre, controrivoluzioni, repressione dei movimenti proletari, ecc. ecc.) ammontano a oltre 150 milioni. Quelli fatti indirettamente superano abbondantemente il miliardo.

Per noi è chiaro che la Storia procede secondo impersonali meccanismi anche se, in certe svolte storiche è possibile (solamente al partito di classe) “il rovesciamento della prassi”. Questo non significa, come dicevamo, che la borghesia non tenti di volgere gli avvenimenti a suo favore e che essa non ordisca complotti di varia natura a tal fine e anche contro altre frazioni della sua stessa classe. Se il sistema sociale capitalista, massimamente nella sua fase senescente, è un sistema completamente demente, non altrettanto si può dire delle teste pensanti della borghesia la quale, non potendo, come si diceva sopra, auto-negarsi, cerca disperatamente di mantenere il suo potere con ogni mezzo.
La malconcia nave della borghesia si trova nella corrente impetuosa del fiume della Storia; non può modificarne il corso, tantomeno può risalire la corrente; viene sballottata da una riva all’altra, perdendo pezzi. In plancia di comando si tenta di evitare il naufragio e, con interventi ad hoc, si cerca di influire un minimo sulla rotta e sulla stabilità della nave. Il fiume nel suo cammino verso il mare -dove la nave è destinata sicuramente ad affondare travolta dalla tempesta sociale- si dirama in tanti corsi d’acqua che procedono nella stessa direzione, seguendo però strade diverse. La borghesia con le sue azioni cerca di far prendere alla nave il corso che ritiene più favorevole ad essa o come classe nella sua totalità o come una frazione della classe in competizione con altre che in quel momento prevale sulle altre frazioni.
Questa è una visione materialista della questione. Al contempo è una visione dialettica e non meccanicista. La storia può essere modificata, ma all’interno di condizioni date ed all’interno del flusso della storia. Così come il proletariato può operare il rovesciamento della prassi tramite il partito di classe quando si presenterà la giusta singolarità storica.
L’idealista invece -sia che sostenga l’attuale ordinamento sociale, sia che lo contrasti- ritiene che il corso della storia sia un qualche cosa di completamente casuale sul quale si possa agire liberamente in un senso o in un altro.
Dal punto di vista della classe dominante, riportiamo un brano di un articolo del “Times” (10 marzo 1920) dove si legge: “Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia”. Uno “storico” scrive: “Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E’ anche rivelatore il libro “Rossija nakanune revoljucii” di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: <> ” E’ chiaro che la borghesia cerca di influenzare il corso degli eventi (e la massoneria è il suo partito internazionale). La rivoluzione russa non fa eccezione ma l’unico complotto è quello della borghesia, di tutta la borghesia compresa quella ebraica, contro il proletariato mondiale.
La borghesia (una parte almeno) si illude che le rivoluzioni siano frutto di complotti che basti sventare per impedirle e non il risultato delle determinazioni materiali alle quali essa stessa deve soggiacere. Infatti noi affermiamo che le rivoluzioni non si fanno ma si dirigono.

Sul fronte opposto (il fronte di coloro che apparentemente si pongono in contrasto con questa società) si ritiene che esista un complotto per l’instaurazione di un “Nuovo Ordine Mondiale”.
Secondo alcuni di loro tutto ciò data a partire dall’Ordine degli Illuminati, una società segreta bavarese del secolo XVIII (appunto Illuminatenorden) che venne fondata a Ingolstadt il 1° maggio del 1776 da Johann Adam Weishaupt (1748-1830).
In realtà sbagliano due volte: una prima volta perché L’Ordine degli illuminati si proponeva un embrionale programma comunista, anche se conosciuto solo dagli iniziati di grado più elevato; una seconda perché, come dicevamo sopra, non si distaccano da una visione idealista della realtà. Il cretino di turno pensa veramente che la Storia si possa pilotare, votando in un modo o in un altro, facendo questa o quella cosa, convincendo la gente, come dicono, a fare una cosa invece di un’altra e smascherando i complotti del potere per un’autentica e trasparente democrazia. O magari, per i cretini più audaci, illudendosi di farne di propri.
Come sempre gli oppositori del sistema e massimamente i sinistri sono doppiamente cretini. Mentre la borghesia sa benissimo dove il movimento storico la conduce e cerca disperatamente di arrestarlo, deviarlo, rallentarlo in tutti i modi, costoro si illudono che la storia possa avere un corso diverso.
Noi non abbiamo bisogno delle prove per capire quando un complotto è in atto e quale è il suo scopo. Quando scoppiò la bomba di piazza Fontana i comunisti non hanno dovuto aspettare la controinchiesta di turno per sapere chi e perché aveva messo la bomba. Gli elementi messi in luce successivamente non hanno fatto altro che confermare quanto era chiaro poche ore dopo l’esplosione.
Ciò detto, tuttavia esistono indubbiamente delle società segrete di varia natura che cercherebbero di pilotare la storia. Esse operano nell’ombra per ottenere i loro scopi. Per citarne qualcuna: la Massoneria (che, specialmente in Italia, si è sempre trovata al centro di manovre atte alla conservazione del potere della classe dominante), il Rhodes Trust, il Club Bilderberg, la Trilateral, la Skull & Bones, la Pilgrims Society, l’Atlantic Council. I principali attori della politica internazionale mondiale (tra cui molti presidenti americani) sono passati per queste associazioni.
La massoneria è una delle più importanti, particolarmente per quanto concerne l’Italia dove si è sempre trovata al centro di molteplici complotti. In particolare va notato che la massoneria era uno degli argomenti di cui la Sinistra si è sempre interessata. Pertanto anche oggi deve essere oggetto della nostra indagine.
Strettamente legati all’attitudine complottarda della borghesia sono i cosiddetti programmi di controllo mentale. Ci sono montagne di documenti che ci dimostrano che tali programmi datano da molto tempo. Già ai tempi della guerra fredda vennero condotti esperimenti in tal senso principalmente in URSS e in USA. L’atteggiamento scientifico corretto, anche in questo caso, è quello di verificare se un fenomeno esiste o meno. Se esiste, va indagato documentandosi adeguatamente. Se non è utile approfondire il problema, va benissimo, ma questo non significa che il fenomeno non esista. Che il fenomeno esista è stato ammesso già nel 1977 dal direttore della CIA di allora Stans Field Turner che sintetizzo gli 11 anni del progetto MK ultra, così:
“Il programma diede lavoro esterno a 80 istituzioni, tra cui 44 college universitari, 15 società o istituti di ricerca privati, 12 ospedali o cliniche e 3 istituiti penali”.
Va aggiunto che esperimenti di controllo mentale furono già compiuti dai nazisti (progetto Mind kontrolle da cui deriva il progetto MK ultra americano sopra citato).
Notiamo per inciso che questi programmi prevedono, oltre a raffinate tecniche di suggestione mentale, anche la violenza sessuale per la creazione di passivi esecutori di ordini, comportando a volte anche il suicidio dell’esecutore dopo che ha compiuto la sua missione. Nelle strutture religiose islamiche è anche più semplice e basta il veleno religioso per condizionare i sottoposti ad immolarsi per la causa della borghesia).

Per quello che riguarda la necessità che ha la borghesia di distruggere lavoro vivo e lavoro morto, è chiaro –come è stato ampiamente descritto nel lavoro sulla “Mineralizzazione del pianeta- che l’ultima ratio è la guerra generalizzata. Tuttavia, in questa fase del capitalismo esso, al momento, non è ancora in grado di imboccare questa strada. Il capitalismo più forte di gran lunga militarmente, quello americano, non ha ancora trovato il suo nemico d’elezione e ci vorrà ancora del tempo. Pertanto esso è costretto a limitarsi a guerre locali e a consolidare ed estendere la sua area di influenza militare. Se il capitalismo avesse una macchina in grado di provocare artificialmente delle catastrofi ambientali con grande distruzione di uomini e strutture, vi ricorrerebbe senza remore. Per il momento approfitta delle catastrofi ambientali che il suo stesso sviluppo demenziale e distruttivo nei confronti dell’ambiente provoca frequentemente.

In una fase come quella che stiamo vivendo, nella quale il capitalismo mostra la corda e la borghesia si deve liberare delle eccedenze umane e di merci, questi aspetti diventano ancora più marcati. Essa non rifuggirà, all’occorrenza, da mezzi “estremi” come l’avvelenamento degli acquedotti o l’utilizzazione di eventi naturali per aggravarli artatamente per il soddisfacimento delle sue esigenze. Non è detto che accada necessariamente ma è certo che è già accaduto in passato ed è parimenti certo che si progetta di rifarlo ove si presenti la necessità (basta leggere i manuali della CIA che si trovano on line). Come sappiamo, nel caso che sia troppo rischioso attuare questi progetti direttamente, si trova sempre un cretino che faccia il lavoro sporco. In tal caso poi si può accusare il mostro di turno (ad esempio dell’avvelenamento della rete idrica) ottenendo lo scopo prefissato e indirizzando l’odio della popolazione colpita verso il capro espiatorio prescelto.

Il capitalismo non ha cambiato di natura, è sempre lo stesso che Marx aveva descritto ma alcuni aspetti (ampiamente previsti ) hanno assunto un carattere parossistico. Nello studio di un fenomeno nel corso del tempo occorre individuare gli invarianti. Ad esempio nello studio sul fascismo (fatta astrazione dagli aspetti folcloristici), troviamo gli stessi caratteri essenziali del nuovo assetto capitalista (cioè la fase che stiamo vivendo iniziata intorno agli anni ‘30) nel nazismo, nello stalinismo (in tutte le sue varianti), nel new-deal, nel laburismo inglese, nelle socialdemocrazie europee. Quello che invece interessa la sociologia politica è irrilevante ed a noi non interessa. Noi dobbiamo analizzare la fase attuale del capitalismo, individuando gli invarianti nel loro aspetto attuale.
Uno degli invarianti presenti nel capitalismo (ma anche in tutte le società di classe che lo hanno preceduto), sia detto per inciso, è il comunismo perché l’umanità è nata comunista e le società di classe rappresentano, alla scala storica, un tempo irrilevante. Come dire pochi secondi nell’arco di una giornata.
Non si tratta di aggiornare la teoria ma di usarla per analizzare forme diverse degli stessi fenomeni o fenomeni apparentemente nuovi generati dal corso del capitalismo senescente. La realtà va analizzata utilizzando il nostro metodo dialettico, rifuggendo da forme di materialismo volgare e dualistico (che è sempre borghese).
“Dialettica significa collegamento, ossia relazione. Come vi è relazione tra cosa e cosa, tra evento ed evento del mondo reale, così vi è relazione tra i riflessi (più o meno imperfetti) di questo mondo reale nel nostro pensiero, e tra le formulazioni che noi adoperiamo per descriverlo e per immagazzinare e sfruttare praticamente la conoscenza di esso che abbiamo acquisita. Il nostro modo quindi di esporre, di ragionare, di dedurre, di trarre conclusioni, può essere guidato e ordinato con certe regole, corrispondenti alla felice interpretazione della realtà. Tali regole formano la logica in quanto guidano le forme del ragionamento; e in un senso più vasto formano la dialettica in quanto servono di metodo per collegare tra loro le verità scientifiche acquisite. Logica e dialettica ci aiutano a percorrere un cammino non fallace allorchè, partendo dal nostro modo di formulare certi risultati della osservazione del mondo reale, vogliamo giungere ad enunciare altre proprietà da quelle dedotte. Se tali proprietà si riscontreranno valide nel campo sperimentale, vorrà dire che le nostre formule e il nostro modo di trasformarle erano sufficientemente esatte.”
(Sul metodo dialettico, 1950)

Dicembre 2012

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