Le bussole impazzite delle teorie sull’attualità delle lotte nazionali

Le bussole impazzite delle teorie sull’attualità delle lotte nazionali

 Ancora la stucchevole questione dell’attualità delle lotte nazionali-religiose (ovvero le lotte tra opposti interessi borghesi, ammantate dalle bandiere dell’indipendenza nazionale o della religione, e ritenute fattore di progresso della lotta antimperialistica da parte di taluni ‘sinistri’, vittime evidenti di sviste, abbagli, miraggi, illusioni ottiche, e via dicendo). Se volessimo fare la tara al carico di insensatezze diffuso in giro dai testi dei cultori e appassionati di questo ramo della umana credulità, dovremmo riconoscere che l’unico aspetto reale di tutta la faccenda è l’esistenza di miraggi e illusioni, il cui contenuto, ovviamente, è privo di esistenza. Ci vediamo costretti di nuovo ad intervenire con la nostra arma della critica marxista, su una dolorosa vicenda di gravi incomprensioni insorte fra scuole di pensiero (ugualmente cresciute nel comune terreno dell’importanza/attualità delle lotte nazionali). Premettiamo che le nostre parole vorrebbero avere l’ambizione di rasserenare gli animi dei belligeranti, semplicemente assicurandogli che non esiste nessun motivo di contesa fra di loro, poiché le attuali lotte a sfondo indipendentista-nazionale o religioso c’entrano – con l’antimperialismo – proprio come i cavoli a merenda. Il senso dettagliato di queste affermazioni è contenuto nel lavoro del settembre 2015 (Catalunya e questione nazionale). Scendiamo ora nei dettagli della polemica fra xyz e zzz, con annessa (e sconcertante) reprimenda da parte della posizione xyz, verso la posizione zzz. Dunque xyz addebita a zzz il sostegno alla lotta nazionale dei curdi siriani, sostegno sbagliato, a suo dire, perché i curdi sarebbero strumentalizzati dagli americani contro l’integralismo armato dei vari gruppi esistenti nell’area siriana e irakena (i quali sono molto importanti, a detta di xyz, come fattore antimperialista). Nella lettura di xyz la vasta complessità dei giochi imperialistici che si svolgono sulla scacchiera internazionale viene ridotta alla variabile basica delle lotte nazionali per indipendenza, o al suo sostituto religioso-fondamentalista. Essendo queste lotte (nella lettura deformata) una compensazione illusoria della stagnante azione di classe proletaria, il loro significato socio-politico sarà meccanicamente deformato/trasformato in senso antimperialista (all’interno della posizione xyz, ma in fondo anche della posizione zzz). L’errore di entrambe le posizioni, come anticipato all’inizio dell’articolo, sta nello scambiare delle lotte per interessi particolari di frazioni borghesi locali, interconnesse con lo scontro a più ampio raggio fra i blocchi imperialistici internazionali, per movimenti ‘oggettivamente’ antimperialisti. Come nel bernsteinismo il movimento è tutto e il fine è nulla, anche per i nostri contemporanei xyz e zzz l’importante è chi ci sia qualcosa che si muove sulla superficie sociale, non importa se la sua natura socio-economica è borghese (basta sostenere il contrario), non importa se la sua funzione storica è di servire l’uno o l’altro dei blocchi imperialistici concorrenti, come strumento di guerra asimmetrica o per procura (basta semplicemente negarlo). La strana e disdicevole polemica fra xyz e zzz non deve più avere spazio, entrambe le posizioni devono riconoscere una comune matrice nella teoria sull’attualità delle questioni nazionali e di conseguenza riappacificarsi. La polemica, inoltre, vogliamo rassicurarli, non riguarda delle cose reali, e quindi essa è caratterizzata già all’origine dall’assenza dell’oggetto/motivo del contendere. Invece, nel campo storico della lotta di classe, i comunisti possiedono la bussola della teoria marxista invariante, questa bussola serve ad orientare le parole, i pensieri e le azioni  verso una scelta di campo netta e precisa fra rivoluzione e controrivoluzione (tertium non datur). I moderni revisionatori della teoria invariante hanno invece talmente danneggiato lo strumento bussola, che ora navigano in mari procellosi, non consapevoli di essere finiti nelle acque dell’avversario di classe. Con orgoglio e avventata sicurezza hanno abbandonato la guida della bussola invariante, sotto l’influenza (oggettiva), è vero, del campo magnetico distorsivo della potente ideologia dominante, e ora viaggiano (fatalmente) verso l’appoggio al sistema capitalistico ( e alle sue pedine militari), incapaci di fermare la direzione intrapresa facendosi orientare dall’ago delle proprie bussole impazzite.

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