Report riunione 16/06/2020

Continua la nostra attività in modalità on line con questa riunione a cui hanno partecipato compagni dall’Italia, dalla Spagna e dalla Francia.

I punti di Forlì.

Perchè riproporre i punti di Forlì? Perché il testo da cui sono tratti e di cui riproponiamo la pubblicazione (Il programma rivoluzionario immediato) è ancora, dopo 70 anni dalla sua prima edizione, di grande attualità. Ribaditi i postulati irrinunciabili della presa del potere politico da parte del proletariato non per via legale ma con un’azione armata e che la successiva forma del potere sarà la dittatura del proletariato vittorioso sulla borghesia, si entra nel merito delle misure che immediatamente saranno prese. Si delinea il carattere di tali misure (transitorio, immediato, variabile ed “essenzialmente contraddittorio”) e se ne descrive, in forma sintetica, il contenuto economico e politico. Ieri, come oggi, la spietata critica è rivolta al riformismo (nelle sue varie risme) che instilla nella classe l’illusione che il prodigioso progresso portato dal modo di produzione capitalistico possa al fine distribuire benessere all’intera società. Il programma rivoluzionario immediato è la risposta alla domanda di sempre: “Che fare?”. E’ la soluzione alla contraddizione già esplosa in questa società. Il livello di sviluppo delle forze produttive (il lavoro umano al tempo delle più evolute conoscenze scientifiche e tecnologiche) rende possibile la rottura delle catene che imprigionano i rapporti di produzione, i rapporti sociali. Questo formidabile sviluppo tecnologico, alla scala mondiale, ancor più che un secolo fa, renderà più agevole il primo periodo postrivoluzionario. Una nuova società è già possibile, dal punto di vista economico. Non più produzione per la produzione (di merci, strumenti e capitali) e non più rapporti mercantili (il denaro a misura di ogni bene). Il comunismo, dunque, ovvero una rottura rivoluzionaria che apre una fase di transizione verso una nuovo modo di produrre, i cui primi obiettivi saranno la drastica riduzione dell’orario di lavoro e l’abolizione della forma mercantile dello scambio.  Una fase di transizione ad un nuovo modo di produrre dove la classe operaia, assurta a classe per sé, eserciterà la sua dittatura attuando le linee guida di intervento (il programma della rivoluzione) che accelereranno l’avvento della nuova società di specie.

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