Sabato 18 giugno, riunione pubblica.


Sabato 18 giugno , dalle ore 17,00 alle ore 20,00, riunione pubblica sul tema : ‘Tattica del partito rispetto alle lotte economiche immediate’. Nella sede del Partito Comunista Internazionale, Via Porta di Sotto 43 Schio (VI). Inrete:sinistracomunistainternazionale.wordpress.com

Nel dopoguerra la corrente ipotizzava delle condizioni preliminari per una ripresa delle lotte di classe, vediamole: “al di sopra del problema contingente in questo o quel paese di partecipare al lavoro in dati tipi di sindacato ovvero di tenersene fuori da parte del partito comunista rivoluzionario, gli elementi della questione fin qui riassunta conducono alla conclusione che in ogni prospettiva di ogni movimento rivoluzionario generale non possono non essere presenti questi fondamentali fattori: 1)un ampio e numeroso proletariato di puri salariati; 2)un grande movimento di associazioni a contenuto economico che comprenda una imponente parte del proletariato; 3) un forte partito di classe, rivoluzionario, nel quale militi una minoranza di lavoratori ma al quale lo svolgimento della lotta abbia consentito di contrapporre validamente ed estesamente la propria influenza nel movimento sindacale a quella della classe e del potere borghese – Partito rivoluzionario ed azione economica 1951.
Vediamo alcuni dati sulla forza lavoro in Italia. Lavoratori occupati 22,5 milioni (dati Istat 2015).
Lavoratori con contratto a tempo indeterminato 53,5% (dati Istat 2013) 40% dei nuovi assunti nel 2014 hanno avuto contratti part-time (dati Inps).
I lavoratori a part-time “involontario” sono 63,5% (Istat 2014) Disoccupati 11,4 (Istat 2016) disoccupati giovani 36,7%, inattivi 35,9 (15/64 anni). Nel 2015 sono stati venduti 111 milioni di voucher cioè +66% rispetto al 2014 (Inps).
Questi dati ci dicono che esistono le più diverse tipologie contrattuali e che nessuna di esse garantisce i lavoratori più giovani, cioè che sono entrati nel mondo del lavoro negli ultimi 10 anni, sia per quanto riguarda il livello della retribuzione sia per quanto riguarda la stabilità di reddito.
Ora analizziamo la reale dinamica dei rapporti tra le classi esistente in questa fase dello sviluppo capitalistico per definire quale potrà essere il lavoro di partito dentro le strutture di lotta immediata della classe. Nell’attuale fase di controrivoluzione sociale si accumulano le sconfitte pratiche della classe proletaria sul terreno dello scontro storico con la classe avversaria borghese. Il dominio della borghesia
è assoluto pur non utilizzando essa, strumenti di coercizione e di repressione diretta se non in forma potenziale. Essa fa invece largo uso di strumenti di coinvolgimento/inglobamento “democratici” (sindacati e partiti operai).L’azione tattica del partito dentro le organizzazioni sindacali di sistema va considerata alla luce dei rapporti di forza tra borghesia e proletariato nell’attuale momento storico. In assenza di mobilitazione di classe, risulta un’azione sterile e velleitaria, in quanto non realistica, quell’azione rivolta alla conquista dell’apparato burocratico dei sindacati di sistema. Come pure la costruzione al loro interno di componenti classiste allo scopo di conquistarne la maggioranza.
I recenti avvenimenti accaduti nel maggior sindacato nazionale mostrano come coloro che si sono illusi di costruire una tendenza “di classe” all’interno, attraverso la critica all’apparato burocratico, attraverso la denuncia dei continui cedimenti di fronte al padronato, attraverso la costruzione di strumenti di unificazione delle lotte (comitato fca centro sud) sono stati lentamente ma inesorabilmente ridotti al silenzio. E questo è accaduto proprio per l’arretratezza della lotta di classe in questo momento storico,
per la trionfante controrivoluzione sociale borghese.
Il lavoro dei comunisti in tali sindacati non può essere che quello del contatto con i singoli lavoratori, nelle assemblee, nelle riunioni; un lavoro di denuncia dei limiti della lotta sindacale e della precarietà delle vittorie sul terreno sindacale (continuamente rimesse in discussione). I comunisti smascherano i continui cedimenti del sindacato di fronte al padronato, che conducono dritti alle sconfitte: essi (i cedimenti) non sono una questione di debolezza dell’azione sindacale ma una programmatica rinuncia della messa in discussione delle compatibilità del sistema capitalista, un’azione mirata alla salvaguardia dell’attuale quadro politico di dominio borghese sul proletariato.
La fase di crisi economica apertasi nel 2008 tende ad approfondirsi e a causare un progressivo impoverimento del proletariato e un peggioramento del quadro della legislazione sul lavoro. Il riacutizzarsi del conflitto sociale sarà certamente accompagnato dalla nascita di nuove organizzazioni immediate della classe, sorte sul terreno della resistenza proletaria al progressivo e generale impoverimento. Non si può escludere che tali organizzazioni della classe sorgano su un terreno autonomo e indipendente dagli attuali sindacati. Non possiamo noi porre limiti, di conseguenza allo sviluppo dell’azione del partito, nei contesti differenziati in cui potrebbe riacutizzarsi il conflitto sociale.

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