Riunione pubblica, Sabato 17 ottobre 2015, ore 17,00-20,00

Conflitto di classe, conflitti fra blocchi capitalistici, distruzione di esseri umani, migrazioni.

Riunione pubblica, Sabato 17 ottobre 2015, ore 17,00-20,00 Schio – Via porta di Sotto 43

La storia di tutta la società, svoltasi fin qui, è storia di lotte di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, maestri delle corporazioni e garzoni, in una parola, oppressi ed oppressori sono stati continuamente in contrasto tra loro, e hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte palese a volte dissimulata; una lotta che è sempre finita o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società, o con la totale rovina delle classi in lotta.

‘Il manifesto del Partito Comunista’ 1848

Il conflitto sociale fra classi antagoniste è una costante dell’attuale società borghese. Esso si manifesta a volte in maniera ‘palese a volte dissimulata’.

Anche le recenti turbolenze e guerre verificatesi in medio oriente e in nord-Africa, tuttora in corso, sono comprensibili alla luce dei processi sociali antagonistici fra borghesie locali e proletariato (antagonismi intensificati dagli effetti distruttivi dell’economia capitalistica, particolarmente drammatici in questa attuale congiuntura: sfruttamento, impoverimento, disoccupazione). Una società divisa in classi, in cui la lotta ‘storica’ e immanente fra capitale e lavoro salariato, si interseca con la competizione fra frazioni di classe borghese.

Le dinamiche di scomposizione e ricomposizione degli equilibri di potere interne alla classe borghese, a livello di aree nazionali o di area globale, si innestano sulla contrapposizione ‘basica’ con la classe proletaria. In assenza di sbocchi rivoluzionari della contesa fra capitale e lavoro salariato, le turbolenze sociali innescate dai fenomeni dissolutivi del modo di produzione capitalistico, si trasformano in strumento della resa dei conti (per la spartizione di plus-valore e per il controllo dell’apparato militare-industriale) fra segmenti in competizione della classe borghese nazionale. Sotto le bandiere ideologiche della religione e della nazione, spregiudicatamente utilizzate dalle oligarchie capitalistiche in competizione, la carica conflittuale del proletariato viene svilita e dirottata verso la difesa di obiettivi contrari ai propri interessi di classe. Gli esempi contemporanei di questi paradossali esiti pratici finali dei conflitti sociali in quelle aree, sono ampiamente rilevabili in Iraq, Siria, Libia, Egitto, Tunisia, Ucraina (per citare solo alcune situazioni). Sulla lotta fra frazioni di borghesia locale (combattute da masse proletarie ingannate da false bandiere), si innestano le superiori dinamiche di regolamento dei conti fra blocchi capitalistici sovra-nazionali (imperiali). Questi processi costituiscono il necessario e coerente meccanismo di sviluppo di una società divisa in classi. Le attuali vicende di guerra del Donbass, e della Siria, dimostrano senza equivoco alcuno, il temporaneo avanzamento degli interessi del blocco capitalistico (economico-militare) russo-cinese (e dei vari attori nazionali aggregati).

L’intensificazione drammatica di fenomeni migratori dei nostri giorni, è collegata alla fuga di enormi masse umane dai teatri bellici scoppiati intorno alle rese di conti prima descritte.

Tale stato di cose, accoppiato all’emigrazione cosiddetta ‘economica’, determinata dal passaggio da un economia agraria di sussistenza, a un economia agraria sviluppata in senso capitalistico, costituisce il serbatoio di forza-lavoro del modo di produzione capitalistico. Il proletariato migrante rappresenta in quanto tale un esercito industriale di riserva utilizzato come arma di ricatto verso i lavoratori occupati, e come una scorta di forza-lavoro da impiegare, in fasi particolari del ciclo economico capitalistico, nel processo produttivo di beni e di servizi.

Partito Comunista Internazionale, Schio – Via porta di Sotto 43

In rete: La sinistra comunista internazionale.wordpress.com

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