IPOTESI DI STUDIO SUL PLUSVALORE RELATIVO CON Il capitale di Marx

IPOTESI DI STUDIO SUL PLUSVALORE RELATIVO CON Il capitale di Marx. Il capitale, Libro I, Sezione 4, capitolo 13 Macchine e grande industria, paragrafo 2, Trasmissione di valore delle macchine al prodotto, paragrafo 6, La teoria della compensazione rispetto agli operai soppiantati dalle macchine.
1.
INDUSTRIA (AUTOMOBILISTICA)ANNI 2008-2013 1) Nel corso della giornata lavorativa o delle giornate lavorative di un mese o di un anno, trasferisce interamente il suo proprio valore sul prodotto solo la parte costitutiva circolante del capitale costante (materia prima e materiale ausiliario: energia, consumati in proporzione diretta alla quantità di prodotto e alle ore di lavoro). Però la parte fissa del capitale costante (macchinari, edificio, impianti) funziona per più cicli di produzione e trasferisce il suo valore gradualmente e parzialmente in proporzione al logorio giornaliero, mensile, annuo, connessi alla durata media del macchinario, edificio, impianto. Se la durata media di un macchinario è di 10 anni, esso trasferirà in 1 anno sulla merce 1/10 del suo valore, in 5 anni 1/5 del suo valore, in 20 anni, 1/20 del suo valore attraverso il consumo mediante lavoro operaio. Aggiungiamo che il valore di 1 AUTOMOBILE di piccola cilindrata sia qui € 11.000 di cui € 9.000 c ed € 1000 V, intesa come prodotto della somma di lavoro successivo e combinato in un dato reparto, ad esempio di SALDATURA E MONTAGGIO CARROZZERIA, di 20 OPERAI che guadagnano € 50,00 al giorno e che aggiungono al valore di € 9.000 di capitale costante oltre al proprio valore della forza lavoro anche il plusvalore di € 1.000 per l’imprenditore con saggio pv’ = 100%. M (valore 1 automobile) = € 9.000c + € 1.000v + € 1.000pv = M = € 11.000. Il saggio di profitto giornaliero sarà p’ = € 1.000 pv / € 10.000 c+v = 10%.
Il macchinario porta in esso stesso, in potenza, la forza, mediante lavoro umano, accessorio del macchinario sviluppato, di aumentare il saggio di plusvalore relativo, in questo caso non connesso alla produzione dei mezzi di sussistenza, il cui valore diminuito riduce il valore individuale della forza lavoro, ma connesso al numero di operai impiegati in altre sfere di produzione, diverse da quelle di produzione dei mezzi di sussistenza immediati. Con un aumento doppio della forza produttiva del lavoro, gli operai diventeranno
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la metà, l’altra metà sarà espulsa dal processo di produzione automobilistica quindi il salario si ridurrà a € 500, ma non necessariamente il plusvalore sta in rapporto 1:1 con il salario, e quindi il saggio del plusvalore non rimarrà del 100% dopo l’introduzione del macchinario più efficiente e perfezionato. Soprattutto nelle fasi di transizione acute di crisi capitalistica, il rilancio degli investimenti in prospettiva è orientato a comprimere il salario ed accrescere il plusvalore rispetto al saggio precedente: ciò sta accadendo oggi. Marx mantiene, nella maggior parte dei casi dei tre libri de Il capitale, inalterato il saggio del plusvalore come uguale al 100% solo per spiegare la legge, ma agli effetti pratici, caduta tendenziale del profitto e accrescimento del plusvalore si concatenano e si intricano in modo conflittuale, dialettico che contrastano la caduta del saggio medio di profitto. Nel primo caso la composizione organica del capitale è c:v 9:1. 2) Ora, l’aumento doppio di produzione richiede il doppio di materia prima. Se supponiamo che la materia prima occupi i 9/10 del capitale costante di € 9.000, essa prima ammontava a € 8.100 ora ammonterà a € 16.200. Ma la parte riguardante il macchinario, edifici, energia, non aumenta in modo direttamente proporzionale all’aumento della produttività (Il capitale, Libro II), ma in misura men che proporzionale. Il risparmio del capitale costante sta qui nel fatto che la stessa massa di valore di nuovo macchinario permette di produrre il doppio di pezzi (PZ) di merce, 2 AUTOMOBILI con metà degli operai, quindi due automobili sono ora il prodotto della somma del lavoro successivo e combinato di 10 OPERAI. La parte fissa del capitale costante sarà sempre pari a 1/10 del capitale costante, e nello specifico il valore del macchinario equivarrà al valore della forza lavoro giornaliera da esso sostituita, cioè di 10 operai, quindi € 500 e metterà i 10 operai nelle condizione oggettive di produrre, con un lavoro combinato e successivo, 2 automobili anziché 1. Il valore complessivo del capitale costante sarà dunque: € 16.200 materia prima + € 500 macchinario + € 400 di edificio o capannone, ed energia = = € 17.100. Ma questa massa di valore si distribuirà sul doppio dei PZ di merce e costerà, giornalmente, la metà, cioè 8.550. Il valore giornaliero della merce automobile sarà ora M = € 8.550c + € 500v + € 1000pv = 10.050. Il saggio di plusvalore prodotto dalla metà del numero degli operai, grazie al macchinario, sarà del 200% Pv’ = Pv/v(n – n1) (Amadeo Bordiga, Elementi dell’economia marxista) = Pv’ = € 1.000pv/€ 500v = 200%. La composizione percentuale sarà (%) 94 19/40c + 5 21/40v. La composizione organica sarà data da:
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€ 8.550c : € 500v = 17 1/10:1 = 17 1/10. Ora una metà di numero di operai mette in moto un capitale 17,10 volte superiore che cresce come massa, ma che contiene un valore minore. Il risparmio di capitale costante è anch’esso sintomo di produttività del lavoro accresciuta nel settore di produzione dei macchinari dell’energia e dei materiali di costruzione edifici, il cui valore rimane costante o decresce con un aumento, dall’altro lato, della massa di merce che viene prodotta. Il macchinario esprime quanti lavoratori a parità, o minor spesa, può sostituire con produzione aumentata. Nel nostro caso € 500 di spesa di macchinario sostituiscono metà lavoratori del salario pari a 500 permettendo una produzione raddoppiata, e € 400 di edificio, (che nonostante un valore assoluto maggiore rispetto ad un macchinario trasferisce sul prodotto un valore minore in quanto dura più anni di un macchinario), ed energia, ma:
– la materia prima doppia, pari a € 16.200 si trasferisce su un numero doppio di PZ di merce costando € 8.100.
– il macchinario nuovo e perfezionato, di € 500 di logorio giornaliero trasferirà il suo valore su produzione doppia o che è lo stesso il suo logorio giornaliero sarà pari alla metà del valore precedente, cioè a € 250 perché durerà 10 anni anziché 5 o 20 anni anziché 10.
– La spesa fissa del capannone e degli impianti di € 400 si dimezzerà e trasferirà metà valore perché il prodotto è doppio: € 200.
Capitale costante c = € 8.100 + € 250 + € 200 = € 8.550. Il saggio di profitto sarà p’ = € 1.000pv /€ 9.050c+v = 11 5/100%, perché si è accresciuto il plusvalore relativo in rapporto al salario del numero degli operai occupati. Ciò rientra in quegli aspetti e metodi alternativi per l’accrescimento del plusvalore relativo fornito dall’introduzione di macchinari perfezionati e nuovi (Il capitale, Libro I). 3) Posto che la produttività del lavoro aumenti invece di 10 volte tale che grazie ai macchinari il lavoro combinato di 2 operai si sommi congiunto e combinato in 10 AUTOMOBILI al giorno il risparmio dato dal macchinario si rivela nel fatto che sostituisce 18 operai dunque sostituisce il valore della forza lavoro pari a € 900. Se capannone e corrente rimangono come spesa sempre pari a 400, la spesa fissa di c ammonterà € 1.300 mentre la materia prima, che aumenterà di 10 volte costerà € 81.000 In totale c si distribuirà su 10 AUTOMOBILI: logorio giornaliero macchinario = € 90,00 capannone, corrente = € 40,00 materia prima = € 8.100. c = 90 + 40 + 8.100 = € 8.230 Pv’ = 1.000pv / 100v = 1.000% = Pv/v( n – n1)
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Il valore della merce ora sarà M = € 8.230c + € 100v + € 1.000pv = € 9.330. Composizione organica = 8.230c:100v = 82 3/10c:1v Composizione percentuale (%) = 98 4/5c + 1 1/5v. Il saggio di profitto sarà p’ = € 1.000pv / € 8.330c+v = 12%. 2. AGRICOLTURA ANNI 2014-2018 Evoluzione del saggio del plusvalore relativo. Posto il valore dei mezzi di sussistenza giornalieri o di 1 quintale di grano come base indicativa di tali mezzi, pari a € 50,00, il salario del singolo operaio per conservare la propria forza lavoro giornaliera sarà pari a € 50,00 cioè a € 1.500 mensili). Se il prodotto di 1 ora di lavoro è cristallizzato nel valore di € 68,75 valore espresso in 1 quintale e 3/8 di grano, 1 quintale di grano verrà prodotto in 8/11 d’ora perché 1 q. : 1 3/8 q. = € 50,00:€ 68,75. 8/11 x 60 minuti (1 ora) = 43 minuti, 38 secondi circa ossia 43 minuti e 4/11. Se il prodotto di 8 ore di lavoro è pari a 11 quintali, cioè del valore di € 550,00, il lavoratore produrrà in altre 7 ore e 3/11 di pluslavoro gratuito per il capitalista equivalente su base indicativa a 10 quintali di plusprodotto, espressi nel plusvalore di € 500,00 a fronte di € 50,00 per il proprio salario necessario a cristallizzare la sussistenza giornaliera in 1 quintale di grano al giorno (base indicativa della somma dei mezzi di sussistenza giornalieri). Il saggio del plusvalore sarà del 1.000%. pv’ = 7 ore e 3/11 / 8/11 d’ora = 10 q./1q. = pv’ = € 500,00pv/€ 50,00v = 1.000%. Si supponga ora che la forza produttiva del lavoro aumenti di 20 volte, che di 400 BRACCIANTI, grazie all’impiego di seminatrici, mietitrebbiatrici perfezionate, e PALE EOLICHE, il lavoro di 380 braccianti divenga superfluo e che quindi il lavoro di 20 braccianti, cioè di 1/20 della forza lavoro precedente produca tanto quanto 400 operai agricoli. Cioè che 1 bracciante sia messo nelle condizioni di produrre tanto quanto 20 braccianti: il capitalista agrario ritiene dunque superfluo, esuberante, il lavoro di 19 braccianti come quello di 380 in rapporto ai 20. 1:19 = 20:380.
Ciascun bracciante guadagna € 50,00 al giorno, € 1.500 mensili; in un anno, cioè in 300 giorni, guadagna € 15.000. I macchinari agricoli in valore annuo sostituiscono il valore annuale della forza lavoro di 380 braccianti,
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pertanto, avranno il valore di € 5.700.0001 ma metteranno i 20 braccianti nelle condizioni di produrre 20 volte di più. La parte costitutiva circolante del capitale costante, cioè sementi e fertilizzanti chimici, verrà impiegata in misura 20 volte superiore e anziché avere un valore, supponiamo, di € 27.000.000, varrà € 540.000.000. Dunque il capitale costante c sarà c = € 5.700.000 (capitale fisso) + € 540.000.000 (c. circolante) c = € 545.700.000.
I 20 operai agricoli, pagati € 300.000, produrranno in 1 anno tanto quanto 400, quindi 26.400.000 quintali di grano e una massa di plusvalore Pv di € 60.000.0002. Il saggio di plusvalore crescerà perciò di 20 volte dal 1.000% al 20.000%. pv’ = € 60.000.000Pv/€ 300.000V = 20.000%. Il valore annuo del prodotto di 26.400.000 quintali di grano sarà dunque: € 545.700.000c + € 300.000v + € 60.000.000pv = € 606.000.000. Pertanto il valore di 1 quintale di grano sarà: M = € 606.000.000/26.400.000 quintali = € 22,95 (e 5/11) Ma sebbene il saggio del plusvalore sia fortemente elevato, l’impiego di pochi lavoratori congiunto ad una massa di valore di capitale costante immensa come piramide di lavoro morto che incombe sui braccianti in riduzione numerica, il saggio di profitto sarà al di sotto del 20%, e quindi dell’11%. p’ = € 60.000.000Pv/€ 546.000.000c+v = 11%. Questa enorme massa di lavoro morto o passato, cioè di capitale costante si mostra nella composizione percentuale del capitale che si manifesta in 99 19/20c + 0,05; cioè c = € 545.700.000c / € 546.000.000 C(c+v) = 99 19/20% v = € 300.000v / € 546.000.000C = 0,05%. Essendo ora il valore di 1 quintale di grano necessario alla sussistenza giornaliera di un qualsiasi operaio ridottosi da € 50,00 a € 22,95 al giorno, il salario sarà quindi di € 22,95, dunque di € 688,50 al mese. € 22,95 saranno adesso espressione in valore di circa 20 minuti di lavoro necessario alla riproduzione del valore della forza lavoro perché 20 minuti (1/3 d’ora) : 60 minuti (1 ora) = € 22,95:€ 68,75. Il lavoratore produrrà all’incirca 7 ore e 40 minuti gratuitamente per il capitalista un plusprodotto di 22,96 quintali di grano cioè un plusvalore di € 527,04 a fronte di 1 quintale di prodotto a lui necessario. Pertanto il saggio di plusvalore sarà più che doppio rispetto a quello del 1.000%. Esso sarà del 2.296% = pv’ = € 527,04pv / € 22,95 Ovvero:
1 € 15.000 x 380 braccianti 2 11 quintali di grano x 400 braccianti x 300 giorni (1 anno) = 1.320.000 quintali x 20 = 26.400.000. Massa di plusvalore Pv = f x a’/a x n = € 15.000 x 1.000% x 400 operai = € 60.000.000.
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22,96 q. di plusprodotto/1 quintale di prodotto necessario. Se ora in agricoltura alle seminatrici, mietitrebbiatrici perfezionate e alle pale eoliche si aggiungono fertilizzanti chimici che aumentano del triplo la resa per semente e la forza produttiva del lavoro viene triplicata, saranno licenziati i 2/3 della forza lavoro, cioè il lavoro di 20 braccianti può essere svolto da 6 2/3 braccianti, che saranno pagati ognuno € 22,95 al giorno e quindi in 1 anno saranno pagati complessivamente € 45.900 venendo messi nelle condizioni oggettive di consumare, grazie alle seminatrici, mietitrebbiatrici e alle pale eoliche, una massa tre volte superiore di sementi e fertilizzanti (parte costitutiva circolante del capitale costante) che, per effetto dello sviluppo della forza produttiva nel settore di produzione materie prime e materiale ausiliario (fertilizzanti chimici) avrà lo stesso valore di prima, cioè € 540.000.000. Il capitale fisso sostituirà il valore annuo della forza lavoro di 33 1/3 braccianti, dunque avrà un costo annuo di
€ 229.5003 e metterà i 6 2/3 braccianti nelle condizioni di produrre una massa di plusvalore pari sempre a € 60.000.000 e il triplo di quintali di grano, cioè 79.200.000 q. anziché 26.400.000. Il valore di 79.200.000 quintali di grano sarà dunque dato da: capitale fisso + capitale circolante = = € 229.500 + € 540.000.000 = € 540.229.500 capitale variabile (salari) V = € 45.900 massa di plusvalore Pv = € 60.000.000. Dunque da € 540.229.500c + € 45.900v + € 60.000.000Pv = = € 600.275.400. Il valore di 1 q. di grano sarà ora M = € 600.275.400 / 79.200.000 quintali = € 7,57. La composizione percentuale di capitale è all’incirca pari a 99 99/100c + 0,01v Il saggio di profitto sarà p’ = € 60.000.000Pv/€ 540.275.400C = 11 1/10% circa. Il saggio di profitto è qui in lieve aumento per lo sviluppo della forza produttiva nella produzione di capitale fisso e dei fertilizzanti chimici la cui massa tripla consumata dai braccianti si concentra nello stesso valore precedente di € 540.000.000. Il saggio di profitto la cui caduta viene contrastata da elevati saggi di plusvalore, tende comunque a stagnare con la conseguenza di frenare la cosiddetta “crescita”, cioè di frenare, stagnare il saggio d’accumulazione.
Ora il salario di 1 operaio qualsiasi e di un bracciante sarà di € 7,57 giornalieri, dunque € 227,10 mensili. Il lavoratore dunque riprodurrà il valore della propria forza
3 € 22,95 x 33 1/3 braccianti x 300 giorni.
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lavoro in circa 6 minuti e 3/5 regalando al capitalista un pluslavoro di circa 7 ore 53 minuti e 2/5 con un plusprodotto pari a 71,65 quintali di grano cristallizzati nel plusvalore di € 542,43. Il saggio del plusvalore sarà ora del 7.165 ½ %; pv’ = € 542,43pv / € 7,57v = 7.165 ½ %.

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